domenica 23 febbraio 2020

5 consigli per difendersi dai prepotenti ispirate da “Il Libro dei Consigli” di Kay Ka’us ibn Iskandar



Subito dopo la nascita della mia prima figlia caddi in una profonda crisi. Avevo paura di essere inadeguato, di non riuscire a trasmettere nessun valore positivo alla mia bambina. Fu a quel punto che conobbi Kay Ka’us ibn Iskandar, l’autore de “Il Libro dei Consigli”, sovrano di un piccolo regno remoto nella Persia islamica intorno all’anno 1000. Kay Ka’us, giunto alla vecchiaia, decide di mettere per iscritto ciò che ha appreso della vita per donare un «Libro dei consigli» a suo figlio Gilanshah. Ne venne fuori in libro di più di 400 pagine. Ho scelto per voi 5 consigli per difendersi dai prepotenti.

Le cinque riflessioni ispirate da “Il Libro dei Consigli” di Kay Ka’us ibn Iskandar:
  1. «Finché sei in vita ricordati di non respingere la verità e, se qualcuno ha con te una controversia, calma le sue furie con il tuo silenzio. Il silenzio è la risposta ideale da dare agli sciocchi».
    «Trai vantaggio non solo dagli amici, ma anche dai nemici, specie se prepotenti e inutilmente arroganti. Se commetterai un fallo, chi ti vuol bene ti userà cortesia di nasconderlo, farà di tutto per non fartelo pesare, non avrà la risata dello sciocco ma il sorriso dell’intelligenza. Chi ti è ostile lo farà malignamente notare. Traine due vantaggi: se errore è stato non commetterlo più; secondo vantaggio liberati dell’ipocrisia dell’ostile
    «La prepotenza è figlia dell’ignoranza come la fame dell’indigenza. Un ignorante non può essere considerato un vero uomo. Un finto e verboso sapiente non può essere virtuoso, non è un asceta chi esibisce un certo numero di rinunce. Non far lega con gli ignoranti, presto o tardi verrà fuori la loro prepotenza. Dice il saggio Voltaire: “Amici possono essere solo coloro che agiscono sotto il segno della moralità; solo tra i virtuosi può nascere amicizia in virtù del loro carattere disinteressato e libero”. Rimani però umano e non provare piacere della loro stoltezza».
    «Non ti curare dell’interessato attacco delle persone venali, chi si dimentica dell’amicizia per il denaro allo specchio vedrà sempre un uomo meschino. Cerca al contrario di questo infelice la giusta via, non essere quindi di cattivo esempio, perché dell’azione malvagia l’insegnamento malvagio è più grave. Se qualcuno per i propri interessi ti recasse danno, cerca di non vendicarti: la casa della mitezza è ubicata in via della generosità. Fondamento della generosità è la nobiltà d’animo, ma non rivolgere più lo sguardo e la parola a chi si è dimenticato della tua amicizia».
      «Ricorda che due occhi non posso vedere ciò che vedono centinaia di occhi. Sappi che l’opinione di un uomo, specie se è farabutto, non vale quanto quella di tanti uomini. Non sprecare le tue energie con un singolo stupido».

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